Alcune cose pensate/fatte nelle ultime due ore

A parte il tempo che sto impiegando per scrivere questo post, ovvio. E seguendo un vago ordine cronologico.

1 – desiderato. Se avessi posto in casa e coraggio e costanza in animo, mi farei la collezione dei camion dei pompieri del mondo di cui ho visto la pubblicità bevendo il caffè

2 – piegato e ripiegato. Calzini, mutande, pantaloni, pigiami, guardata la pila da stirare

3 – pensato: che tanta gente piglia questo bloggare come un gioco, per sminuirlo, ma in realtà è un prendersi gioco dei sentimenti – che qui urgono fortissimi – oppure, se gioco è,  è come il video-poker. Tutt’altro che innocuo e disimpegnativo

4 – fatta e quasi bevuta una seconda caffettiera (da tre); fumate 4 sigarette

5 – letto: un tot di post. scritto: solo un commento. 

6 – provato: a leggere un blog americano a caso, fra quelli segnalati come top. mi hanno colpito i commenti: si trattava di una discussione “da scuola di scrittura” ma completamente differente dai nostri noiosi e irritanti dibattiti da litblog. Nessuna spocchia, nessuna citazione, nessun criticismo da letterati precari e rampanti. Con molta semplicità  si consideravano il tema e lo sviluppo del plot, criticando di volta in volta qualche scelta e suggerendo modifiche oppure valutando positivamente specifici punti. Nessuno, fra quelli che ho letto, ha posto questioni puramente linguistiche e tutti sembrava che discutessero non di un racconto ma, chessòio, di un piatto cucinato che avevano mangiato tutti quanti a una cena fra amici.  Meditate, gente, meditate.

7 – guardato: fuori dalla finestra, all’inizio ogni mezz’ora, adesso ogni due o tre minuti. C’è un gran sole. Senso di colpa.

8 – guardata: l’ora sul monitor. Dapprima ogni mezz’ora. Adesso ogni due-tre minuti. Senso di colpa.

9 – scartato pacchetto nuovo, accesa la quinta sigaretta.

10 – guardato: con struggimento il gatto che dorme sui tubi sotto il calorifero e con desolazione lo studio dove giacciono i libri da leggere (alcuni), i lavori da fare (alcuni), altro

11 – deciso:  di smettere, qui, pensando che l’unica ginnastica che ho fatto è stata far scricchiolare i piedi in aria quando ho buttato da parte le lenzuola, e battermi sulle spalle tendendo le braccia in alto e poi piegandole a scatto con le mani aperte a cadere (ginnastica cinese) mentre, accesa la tivù appena alzata (io, non l’apparecchio), guardavo l’oroscopo del cancro (non è il mio segno)

12 – scritta la parola “cancro”. ripensato: improvvisamente al risveglio, quando ho ripassato il sogno: avevo una pustola sul naso, tutta alonata di rosso, aprivo la bocca e mi guardavo il palato, rosso-viola, anche il labbro superiore. Per fortuna che ho sognato. Allo specchio del bagno ero solo tutta spettinata.

13 – avvertito: il fastidio di non pensare a mio suocero e alla sua chemioterapia. Ammirato (come tutte le mattine): mio marito e la sua serenità nell’andare a lavorare.

14 – ricaricato e acceso il cellulare. Sollievo. Non dovrei collegarmi quando è sotto carica. Isolamento.

15 – riso, pensato, riflettuto, emozionata, parlato, scritto. (dire fare baciare lettera testamento)

16 – rimesse a posto: le stoviglie. pensato: che dovrei rifare la cucina. Nel senso che dovrei proprio buttarla via e comprarne una tutta nuova.

17 – sentito: il maigolio della gatta che si è svegliata. Devo aprire la finestra e farla uscire.

18- controllato l’armadietto dei ravatti e dei detersivi. considerato che devo comprare il repellente per gatti. Anche stamattina ho trovato il territorio ostentatamente segnato sulla persiana della porta finestra che dà sul terrazzo.  Fuori e dentro tutto vive, lento e vivace.

Le ore sono diventate due e mezzo. Buona giornata.

6 Risposte to “Alcune cose pensate/fatte nelle ultime due ore”

  1. PlacidaSignora Says:

    A che quota sigarette sei arrivata, ora? ;-*

  2. antoniop Says:

    e il blog americano a caso non ci dici qual è?

  3. postilla Says:

    Non le conto più, Placida.
    Antonio, è il primo della lista, in alto a destra. Niente di particolare, un raccontino senza alcuna pretesa e un pubblico assolutamente “normale” e privo di specializzazione ma, a parte il fatto che sono stata indotta a documentarmi sulla Wicca, di cui non sospettavo affatto l’esistenza, c’è questo clima da cucina di casa oppure di falegnameria che da noi non c’è, quando si commenta un racconto. Questa domanda che aleggia ed è il fulcro di ogni giudizio critico: “Does it work?”

  4. paolo ferrucci Says:

    Il bloggare non sembra affatto un gioco: è solo da un mese che mi ci dedico, ed è già un impegno che condiziona tutto il resto.
    A proposito: anch’io ho inserito delle “postille” al mio.

    Un saluto da un nuovo visitatore.

  5. postilla Says:

    Benvenuto a te, Paolo :)

  6. anfiosso Says:

    postilla, ma chi sei?
    (Non mi sembra che mi dispiaci, così non ti chiedo di cancellare il link. E’ la prima volta che non lo chiedo. Solitamente mi linkano certi stronzi… Spero che questa sia la volta buona).

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